Roma–Bologna: disamina “da scommettitore” sugli ultimi 15 scontri di Serie A
Se si guarda al prossimo Bologna–Roma (ritorno di campionato in calendario il 26 aprile 2026 a Bologna), la lettura più utile per uno scommettitore è che questo incrocio, negli ultimi anni, è diventato più “da margini sottili” di quanto suggerisca l’idea classica di big contro medio-alta. Oggi la Roma arriva con un profilo difensivo molto forte (pochi gol subiti in stagione), mentre il Bologna ha numeri più “aperti” e quindi più esposti alle partite decise da episodi. In questo quadro, una stima ragionata (non una certezza) per l’1X2 del prossimo match può essere: Roma vittoria intorno al 38%, pareggio intorno al 30%, Bologna vittoria intorno al 32%. La Roma è favorita “di qualità” e solidità difensiva, ma il Bologna in casa tende a rendere le partite più sporche e intermittenti, e lo storico recente tra le due è sorprendentemente equilibrato: questo mantiene alta la quota di X e di punteggi di misura.
Sul mercato gol, il punto chiave è che la direzione recente spinge più verso punteggi contenuti che verso partite “sempre” da Goal/Over. Una forchetta prudente per la prossima gara è Under 2.5 intorno al 55–60% e “entrambe a segno” intorno al 40–45%, perché negli scontri più recenti la frequenza di gare con almeno una squadra a zero è aumentata, e molte partite si sono risolte su 1-0 o 0-0. Questa tendenza, combinata con la difesa attuale della Roma, suggerisce uno scenario più spesso controllato che caotico, salvo episodi (gol precoce, rigore, espulsione) che possono ribaltare lo spartito.
La fotografia “nuda” dei risultati: equilibrio vero, non apparente
Nei 15 incroci di campionato più recenti tra Roma e Bologna (coprendo il periodo dal 2018 a oggi), il bilancio è perfettamente bilanciato: 6 vittorie Roma, 6 vittorie Bologna e 3 pareggi. Questo è un dato che, per chi scommette, conta più di qualunque impressione: non stai guardando una sfida storicamente “monodirezionale”, ma un confronto che ha prodotto spesso sorprese e inversioni di inerzia. Anche per questo, quando il mercato prezza la Roma come favorita netta, vale la pena ricordare che il Bologna, in questa specifica sfida, ha già dimostrato più volte di saper trasformare la partita in un terreno d’attrito.
Come si è evoluto il match: meno “Goal automatico”, più gestione e più zeri
La cosa più interessante non è tanto chi vince di più, quanto come si arriva al risultato. Nel campione da 15 partite, l’Under 2.5 è uscito 8 volte su 15, quindi poco più della metà, ma la curva recente racconta di un progressivo “raffreddamento”: nelle ultime 10 partite il numero sale a 7 Under 2.5 su 10, con poche gare davvero aperte. In parallelo, anche il “Goal” non è dominante: su 15 partite si è verificato 7 volte, ma nelle ultime 10 è sceso a 3 volte. Tradotto: rispetto a qualche anno fa, oggi Roma–Bologna tende più spesso a produrre una squadra che resta a secco e una partita che si decide su uno o due episodi.
Dentro questa evoluzione c’è un dettaglio che pesa: nel 2024 il Bologna è riuscito a vincere due volte all’Olimpico in campionato (prima 3-1 e poi 3-2), cioè un segnale forte di capacità di colpire anche in un contesto teoricamente sfavorevole. La Roma ha reagito nell’andata di questa stagione con un 1-0, che è un risultato “tipico” della fase più recente: partita chiusa, decisa da un singolo episodio e portata a casa senza concedere troppo.
Il fattore campo: a Bologna non è mai “scontata”, ma la Roma non è fuori partita
Se si isola il segmento delle gare giocate a Bologna dentro questi 15 precedenti, si vede una sostanziale variabilità: il Bologna ha vinto diverse volte in casa, ma la Roma è riuscita anche a fare risultati pieni e a segnare tanto in almeno un’occasione. Questo rende il ritorno al Dall’Ara una partita meno “leggibile” sul segno secco rispetto ad altri incroci, e più adatta a una lettura di probabilità: la Roma resta superiore per classifica e solidità difensiva, ma il Bologna ha abbastanza per non essere trattato come underdog “passivo”, soprattutto se la partita resta in equilibrio fino al secondo tempo.
Perché le prossime tendono a essere più strette: la stagione attuale spinge in quella direzione
A oggi (dopo 26 giornate) la Roma è nelle prime posizioni con 50 punti e una difesa da vertice (16 gol subiti), mentre il Bologna è a metà alta con 36 punti, 35 gol fatti e 32 subiti. Questa differenza di profilo è importante: la Roma, quando “imposta” la partita sul controllo, aumenta la probabilità che il punteggio resti basso; il Bologna, invece, è più soggetto a partite che oscillano in base all’episodio. La conseguenza più concreta, in prospettiva, è che i risultati più compatibili con i dati (senza pretendere di indovinare) sono punteggi come 0-1, 1-1, 1-0 o 1-2, cioè esiti in cui una singola rete cambia tutto e la partita resta aperta fino in fondo.
Nota finale di metodo: queste stime vanno lette come indicazioni probabilistiche basate su storico e contesto attuale, non come promessa di rendimento. In match equilibrati e “a episodio” come questo, una variabile singola (gol nei primi 15 minuti, rigore, espulsione, assenze chiave) può spostare in modo sensibile la distribuzione degli esiti.