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Torino

Storico completo partite e statistiche
1078
Partite
384
Vittorie
324
Pareggi
370
Sconfitte

Andamento Storico

Come funziona il grafico: Ogni vittoria fa salire il grafico di +1 punto, ogni pareggio mantiene il livello invariato (0), ogni sconfitta fa scendere il grafico di -1 punto. L'andamento mostra la performance cumulativa della squadra nel tempo.
2005 (45 partite)

Storia Torino

Torino Football Club

Il Torino Football Club, o più semplicemente il Torino, è una delle società calcistiche più importanti della città di Torino, insieme con la Juventus.

La lunga storia del Torino, iniziata nel 1906 con l'unione del Football Club Torinese e di alcuni membri fuoriusciti dal Football Club Juventus, ha visto il nome della società cambiare più volte (da Associazione Calcio Torino al debutto, al Torino FIAT del 1944, fino al Torino Calcio del trentennio 1977-2005).

L'attuale denominazione del club è stata assunta dopo il fallimento e la successiva rifondazione del club nel 2005.

Il Torino è tra le società calcistiche più antiche di Italia e, soprattutto, una delle più titolate: il suo ricco palmarès vanta numerose vittorie in Serie A, tra cui i 5 scudetti conquistati consecutivamente dal “Grande Torino” negli anni '40.

Tra i traguardi raggiunti dal club figurano anche diverse vittorie in Coppa Italia, la conquista della Coppa Mitropa nel 1991 (il trofeo della competizione calcistica tra i club dell'Europa centrale) e la finale di Coppa UEFA disputata nella stagione 1991-92.

Il Torino negli anni: fatti storici, vittorie e protagonisti

Il Torino disputa la sua prima gara ufficiale giocando contro il Pro a Vercelli, il 16 dicembre 1906. Il debutto dei Granata, che all'epoca vestivano ancora l'arancione e il nero della Torinese, si conclude con una splendida vittoria per 3 a 0.

L'anno successivo, il Toro disputa il primo “Derby della Mole” scontrandosi con la Juventus sul terreno di gioco del Velodromo Umberto I, lo storico campo dei Granata. Il Torino esce vincitore da quell'incontro con un 2 a 0, replicato con una nuova vittoria nella partita di ritorno.

Nel corso degli anni '20, sotto la presidenza del conte Enrico Marone Cinzano, il Torino conosce una stagione particolarmente felice. In quegli anni, sorge lo Stadio Filadelfia, che ospita la squadra ininterrottamente fino al 1958, e nella squadra arrivano grandi talenti, tra cui i giocatori del cosiddetto “trio delle meraviglie”: Rossetti, Libonatti e Baloncieri.

Al termine del Campionato del 1927-28, i Granata conquistano il loro primo scudetto, riparando così alla revoca di quello dell'anno precedente, annullato per via del caso della presunta corruzione di Allemandi, un giocatore della Juventus.

Nella stagione 1935-36, il Toro raggiunge la terza posizione nella classifica di Serie A e conquista la sua prima Coppa Italia, proprio nell'anno in cui il torneo tornava ad essere disputato nella nuova versione a cadenza annuale.

I Granata raggiungono l'apice del successo nella seconda metà degli anni '40, quando grazie alle imprese della formazione del “Grande Torino”, il club entra di diritto nella storia del calcio italiano. Il Toro conquista per cinque volte di fila la vittoria del Campionato di Serie A dal 1943 al 1949 (il torneo non fu disputato per due anni a causa della guerra) e, sempre nel 1943, è la prima squadra che riesce ad aggiudicarsi sia lo scudetto che la Coppa Italia nello stesso anno. Tra i grandi protagonisti della storica formazione dell'epoca figurano il capitano Valentino Mazzola e altri campioni come Bacigalupo, Maroso, Ballarin, Castigliano, Rigamenti, Menti, Gabetto, Mazzola, Ossola e Loik.

La lunga serie di successi del Grande Torino viene interrotta da uno dei più tragici eventi della storia del calcio: il 4 maggio del 1949 l'aereo che trasporta la formazione granata di ritorno da un'amichevole disputata a Lisbona si schianta contro la Basilica di Superga, a causa di un guasto all'altimetro del mezzo. Nella Tragedia di Superga perisce l'intera squadra del Torino, titolari e riserve.

Per il Toro e per i suoi tifosi ha inizio un periodo molto difficile: al dolore per la tragica scomparsa dei campioni del Grande Torino si aggiungono i risultati deludenti della squadra per tutto il decennio successivo, che culminano con la retrocessione in Serie B nel 1959. A metà degli anni '60, i Granata tornano a farsi valere nella Massima Serie anche grazie a nuove stelle, come Gigi Merone, soprannominato “la farfalla granata”. Anche questo grande talento scompare tragicamente, investito da un auto guidata da Attilio Romero (che molti anni più tardi diventa presidente della squadra).

Il Torino torna al successo nei primi anni '70 con la conquista di scudetti e Coppe Italia. Seguono annate che vedono i Granata alternare successi e sconfitte, fino alla brillante stagione 1991-92, quando il Toro arriva a disputare la finale di coppa UEFA contro l'Ajax. Il match si conclude 0 – 0, ma per via della regola dei gol segnati fuori casa, il titolo viene assegnato alla squadra olandese.

A metà degli anni 2000, il Torino attraversa ancora una volta una fase di grande crisi: al termine della stagione calcistica 2004-05 i Granata tornano in Serie A, ma a causa dei debiti accumulati nel corso delle precedenti annate, la società è costretta a dichiarare il fallimento e a interrompere una presenza sulla scena del calcio professionistico italiano durata per ben 99 anni.

In quello stesso anno, la società viene rifondata grazie all'intervento di una cordata di imprenditori, rinnovando completamente l'organigramma del Torino.

L'imprenditore alessandrino Urbano Cairo diventa il nuovo proprietario della società e riacquista il marchio e tutti i trofei vinti dalla squadra nel corso della sua storia: il Torino può così prepararsi a festeggiare degnamente il suo centenario.

Lo stadio del Torino

Attualmente, il campo da gioco ufficiale del Torino è lo Stadio Olimpico Grande Torino (già Stadio Comunale), così ribattezzato nel 2016 in ricordo della formazione scomparsa nella tragedia di Superga.

Lo stadio, che conta più di 28.000 posti a sedere, è stato oggetto di unìimportante serie di interventi di ristrutturazione nel 2005, in preparazione ai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006.

Lo Stadio Olimpico ha sostituito la precedente sede del Torino, lo Stadio delle Alpi, edificato in occasione dei mondiali di Italia 1990 e demolito nel 2008 per lasciare spazio al nuovo impianto sportivo della Juventus, lo Juventus Stadium.

Tra i campi da gioco storici dei Granata è doveroso citare anche il Filadelfia, che ospita le partite in casa del Toro dal 1926 al 1963, diventando un simbolo degli anni d'oro della squadra piemontese.

Colori, divise e stemma del Torino

Il colore simbolo della squadra del Torino è il granata, un rosso scuro che riprende il colore degli arilli della melagrana. Le ragioni alla base della scelta di questo colore sono incerte, anche se secondo la versione più accreditata della storia della sua origine, si tratterebbe di un omaggio agli stendardi rossi della “Brigata Savoia” che agli inizi del '700 aveva liberato la città di Torino dal giogo dell'esercito franco-spagnolo.

La divisa tradizionale del Torino è composta dalla maglia granata, dai pantaloncini bianchi e dai calzettoni neri con risvolto granata. Nel corso degli anni, la divisa subisce piccole variazioni nella combinazione di questi colori e, durante alcune stagioni, maglia, pantaloncini e calzettoni presentano come unica tinta il color granata.

Lo stemma del Torino, rinnovato dopo la rifondazione del club nel 2006 ma rimasto sostanzialmente invariato rispetto al passato, è rappresentato da un scudo con fondo granata sul quale è rappresentato un toro stilizzato in posizione rampante, il simbolo della città piemontese. A destra del toro compaiono le lettere “FC” (Football Club), mentre a sinistra la data “1906” anno di fondazione dello storico Football Club Torino. Il disegno centrale è sormontato dalla dicitura “Torino”.