Associazione Calcio Cesena
Il Cesena nacque nel 1940 su iniziativa del Conte Alberto Rognoni. Rognoni creò la squadra insieme all'ex calciatore Arnaldo Pantani e all'imprenditore locale Renato Piraccini. In realtà, una squadra cesenate era già esistita: l'unione Sportiva Renato Serra, attiva per tutti gli anni venti ed intitolata ad un giovane poeta morto in guerra.
Ma il Cesena così come lo conosciamo oggi, con i colori sociali del bianco e del nero, venne inaugurato il 21 aprile del 1940, con la prima riunione del neonato Consiglio direttivo della società sportiva. Il nuovo Consiglio iniziò subito a formare la squadra, richiamando i talenti locali e provvedendo al primo acquisto, quello del forlimpopolese Iro Bonci. La trattativa si svolse al Ristorante Casali a Cesena, dove la cena offerta dai cesenati fu così abbondante che il Forlimpopoli offrì a titolo gratuito anche il terzino Renato Casali.
La città dimostrò subito il suo attaccamento alla squadra, e nel 1957 venne inaugurato lo stadio della Fiorita, in seguito intitolato al presidente scomparso Dino Manuzzi. Manuzzi fu Presidente dell'A.C. Cesena dal '64 al '79, e giocò un forte ruolo nella riorganizzazione della società e della squadra, puntando su una gestione economica oculata e sull'ingaggio dei giovani. Sotto la guida di Manuzzi, il Cesena acquistò nuovo lustro presso la popolazione romagnola e divenne un simbolo del calcio pulito.
Nel 1967 arrivò al Cesena Giampiero Ceccarelli, destinato a trasformarsi in uno degli emblemi del calcio bianconero. Ceccarelli, che proveniva dal vivaio dei giovani del Cesena, indossò la maglia bianconera per ben diciannove stagioni, scendendo in campo 520 volte in Campionato, 69 in Coppa Italia e 2 in Coppa UEFA. Per i suoi meriti e la sua leadership, fu a lungo anche il Capitano della squadra. Conclusa la carriera da calciatore, divenne allenatore e collaborò con la Nazionale di Lippi in occasione dei Mondiali del 2006 e del 2010.
Grazie alla spinta impressa dalla guida di Manuzzi e dal talento di Ceccarelli e di altri giocatori come Paolo Ammoniaci, Claudio Mantovani, Otello Catania, Maurizio Orlandi e Ariedo Braida, nel 1973 il Cesena approdò alla serie A.
L'esordio nella massima serie calcistica vide i bianconeri guerreggiare a testa alta con le squadre più forti del Campionato, attirando l'attenzione della stampa. Sul più diffuso quotidiano torinese (La Stampa), il giocatore Pietro Anastasi dichiarò di “non aver mai incontrato una provinciale così”, mentre sul Guerin Sportivo la squadra viene soprannominata per il suo esordio esplosivo “il piccolo Brasile”.
Nel 1975-1976, i bianconeri conclusero la stagione con un ottimo sesto posto in classifica. Nel 1989-1990, la squadra fu allenata da Marcello Lippi, che fu autore di una rimonta dopo una fase di stanchezza generale e di risultati deludenti da parte dei bianconeri. Ma nel 1991 ci fu la retrocessione, che tenne lontani i bianconeri dalla massima serie calcistica per venti anni, con una lunga parentesi in C1.
Grazie alla guida tecnica di Fabrizio Castori, la squadra di Cesena uscì dal suo periodo grigio e venne riammessa alla serie cadetta. La partita che consentì la promozione fu però caratterizzata da una rissa che coinvolse alcuni giocatori e persino il tecnico Bianconero, poi punito con due anni di squalifica. Ma il Presidente Lugaresi riconfermò Castori nonostante la squalifica, e il Commissario Tecnico abbandonò la panchina bianconera solo in seguito ai risultati deludenti del 2007.
Nel 2010 vi fu il tanto agognato ritorno in serie A, ma una serie di vicissitudini giudiziarie della società mise in difficoltà economiche la squadra, tanto che nella stagione 2013-2014 intervennero per il salvataggio anche i tifosi, che istituirono l'Associazione “Cesena per sempre”.
L'attaccamento popolare verso il Cesena è noto e alcuni personaggi legati alla squadra hanno ispirato attori, comici o registi. Nel film “L'allenatore nel pallone”, il presidente Borlotti è una caricatura del presidente Edmeo Lugaresi, mentre ne “Il presidente del Borgorosso Football Club”, Alberto Sordi scimmiotta Dino Manuzzi vestendo i panni del personaggio Benito Fornaciari.